“Cara Laura,

quando ho letto che nel tuo blog avresti dato spazio a racconti sul cambiamento, ho pensato subito “quasi quasi le scrivo la mia storia”!

L’ho pensato, perché negli ultimi anni ce ne sono stati e come di cambiamenti nella mia vita”.

Inizia così la mail ricevuta da Elisa, ero seduta sulla panchina nel parco vicino al negozio e dopo il mio pranzo, ho aperto la posta ed è stato davvero bello leggere queste parole…

Elisa tocca un argomento molto importante e non facile, ovvero il rapporto con sè stessi ma soprattutto con il cibo, con le consuetudini culturali, con le nostre abitudini che sono in netto contrasto rispetto magari alla nostra voglia di cambiare, di uscire un pò dagli schemi, preparandoci un piatto “diverso” e dedicando del tempo per il nostro benessere e non solo per le nostre responsabilità e doveri.

A leggere le parole di Elisa salta fuori una cosa fondamentale, ovvero il fatto che non è immediato e non possiamo nemmeno pretendere che da un giorno all’altro mangiamo kg di frutta e verdura, prepariamo tutti i cereali mai cucinati e smettiamo di comprare polpette pronte ;-) è un percorso, è un viaggio. Una cosa è certa però, qui non stiamo parlando di diete (che quelle esistono e servono in determinate situazioni) qui si parla di stile di vita che non ci limita in niente ma ci  insegna ad arricchirci con ciò che ci può fare bene, imparando a nutrirsi.

“Ci ho messo un po’ a mandarti queste righe. Ho visto che non era così semplice mettere nero su bianco quello che volevo comunicare, soprattutto perché si tratta di raccontare un cambiamento che è ancora in corso!

Perciò ho deciso di raccontartene una parte, direi la più evidente.

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Sono sempre stata definita “robusta”, fin da piccola. Sovrappeso ed in certi anni anche nel range dell’obesità, ahimè. Non è che mangiassi eccessivamente, né tantomeno schifezze. Anzi, a casa frutta e verdura non mancavano mai e non venivano mai acquistati i cosiddetti “cibi spazzatura”. Evidentemente, però, ciò che mangiavo era troppo per me, per il mio stile di vita, prevalentemente sedentario.

Si, perché non solo andavo a scuola come tutti, ma studiavo anche al conservatorio. Per cui quando non ero seduta sui banchi, ero seduta al piano! Passavo quindi le mie giornate prevalentemente seduta, e non dedicavo alcun momento della giornata all’attività fisica.

Lo sport infatti era per me una costrizione, niente di piacevole, quasi un obbligo diciamo. L’ora di attività fisica a scuola era un incubo, qualcosa di estremamente faticoso e frustrante per me. Dovevo mettere in mostra la mia scarsa agilità fisica, che cozzava tremendamente con il profilo da secchiona che tutti conoscevano. A prova di ciò ti confido che il voto più basso che ho sempre avuto in tutte le pagelle era proprio quello in educazione fisica!

È andata avanti così per 27 anni… quando poi un freddo semestre irlandese ha segnato l’inizio della svolta”.

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Nel paese delle patate e del burro Elisa ha iniziato a perdere un po’ di quel peso che si portava dietro da troppo tempo…(ma non mangiando patate e burro :P) il merito va soprattutto al movimento!!!

MangiaComeCorri per me ha sempre significato: mangia per come sei ma soprattutto corri per come sei, muoviti nel modo che ti piace di più e che ti fa stare meglio. Ma non stare fermo :) siamo stati fatti per muoverci e insieme al cibo sono le nostre forme di nutrimento principali.

“A Dublino, in assenza di molte alternative, avevo iniziato ad introdurre nella mia routine almeno una camminata al giorno. Che fosse per andare al lavoro, per andare a fare la spesa o solo per esplorare zone di Dublino a me sconosciute, piano piano ho riscoperto il piacere di muovermi, con le mie gambe.

Tornata in Italia ho quindi deciso di non abbandonare questa bella abitudine, per non vanificare i risultati ottenuti e, soprattutto, per non interrompere il cambiamento che stava avvenendo. Valeva la pena provarci almeno…perché il risultato che avevo aspettato e desiderato da tanto tempo si stava avvicinando, e non era poi così impossibile come avevo sempre pensato!

Da allora in poi, e parlo di quasi 3 anni fa, ne ho fatti di km. Non sempre di corsa, ma sempre volentieri. Cammino per me, perché mi fa bene, perché ne ho bisogno.

L’altro giorno ho scoperto questa frase, di Jean Giono:

“Se non riesci a pensare, cammina. Se pensi troppo, cammina. Se pensi male, cammina ancora”.

Ecco, nonostante condivida pienamente questa frase, per farla in pieno mia aggiungerei: “E quando cammini, pensa alle cose belle”. Lo so che non è facile… ma io, per esempio, quando ho una di quelle brutte giornate in cui le cose belle proprio stentano a venire a galla, mentre cammino penso a cosa potrei cucinare e mangiare di buono una volta tornata a casa!

Direi un ottimo pensiero :D vero?

Lo so, sembrerà stupido pensare a cosa cucinare mentre si fa un’escursione o una semplice passeggiata… ma io adoro cucinare e, per fare un paragone, io #mangiocomecammino, ovvero per stare bene e, perché finalmente mi voglio bene  ”

Ad Elisa piacciono piatti colorati, ricchi di verdura, frutta, legumi e prodotti di stagione.

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Ai corsi consigliamo sempre di iniziare un pò alla volta, con un piatto/due nuovo a settimana. In un mese si arriva ad avere 4 piatti nuovi come minimo. Il ricettario si arricchisce :-) si entra in una logica nuova di preparare le cose. I primi passi sono sempre questi:

  • prediligere l’integrale
  • provare sempre nuovi cereali: quinoa, miglio, grano saraceno, sorgo, bulgur…
  • w il riso: rosso, nero, basmati, basmati integrale
  • introdurre i legumi
  • ridurre notevolmente lo zucchero e i dolci preparandoli in maniera più sana e semplice
  • w la frutta secca
  • seguire la stagionalità dei prodotti e divertirsi nel farlo
  • bere e fare movimento
  • svegliarsi 15 minuti prima e godersi una bella colazione ;)

Altro ? :-)

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