La corsa mi insegna che ogni giorno sono diversa, ogni giorno, il mio corpo e le mie energie sono diverse. E’ così, anche se si cerca di fare tutto giusto e di affrontare le cose con costanza e motivazione. La corsa ti riporta sempre a terra…faccia a faccia con quello che sei veramente…è lì che inizia la gara.

Spesso mi chiedono perchè corro, perchè mi alzo presto la mattina e non sto a letto, chi me lo fa fare di arrampicarmi su per i Colli e farmi espoldere i muscoli delle gambe e il petto…non è sempre facile dare risposte, non sempre si viene capiti o forse si!

Ieri sera ho disteso le gambe e ho aperto il nuovo numero della Rivista Spirito Trail, Andrea Vagliengo nella prima pagina ha espresso tutto quello che vorrei sempre dire:

“Viviamo in vite ripetitive, magari appaganti ma dannatamente ripetitive. Come si fa a lasciar viaggiare la fantasia […] tra milioni di cose da ricordare e da prevedere, di appuntamenti a cui non potremo mancare e di aspettative che non vorremo disattendere. […] E mentre sei lì, in giro per sentieri, non hai più bisogno di risposte di cercare soluzioni ai problemi, sai solo di essere vivo e tanto basta. Vorrei essere più spesso questo tipo di uomo… […] La nostra passione per la corsa in natura non è sport, non è sfida agonistica. Io credo che sia soprattutto semplice spirito di sopravvivenza di fronte ad una vita che, con tutti i suoi agi e le sue comodità, non fa che reprimere quella voglia di gioco e spensieratezza che tutti noi avremmo bisogno di mantenere viva e pulsante. Questa è la vittoria che cerco […] un bicchiere che si riempie definitivamente, un sorriso sereno. Il sentiero dietro casa mi aspetta, devo solo allacciare le scarpe e cominciare a correre” (cit.)

Ieri la mia TCE non è andata come doveva andare e come avrei voluto a livello di classifica e prestazione ma per certi versi mi ha donato tutto quello di cui avevo bisogno e che dovevo tirare fuori: spirito di sopravvivenza, forza e determinazione a non mollare, aimè anche a costo di farmi male.

Sveglia alle 5.30, io e Alessandro eravamo belli svegli già da un’ora. Quando ci alziamo per questi appuntamenti la sveglia non fa in tempo nemmeno a suonare. Colazione leggera ma giusta e via. Prima di una gara abbiamo sempre il nostro cd motivazionale, è un rito sacro. :) La musica incide molto sul nostro stato d’animo e ci carica o ci rilassa. (Provate – Gravity di Steven Price)

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Ritrovo con i nostri compagni e amici, alcuni hanno vissuto la 42 km e altri la 21 km, comunque due percorso impegnativi e con lo stesso finale. La TCE è consideata una delle gare collinari più dure d’Italia, tante tante salite, non facevi in tempo a goderti una discesa che ti ritrovavi già a cambiare marcia. Su e giù per tratti rocciosi, in mezzo ad alberi meravigliosi, passavamo da vigneti a piante grasse, la grande particolarità dei nostri Colli. Una giornata con un sole spettacolare, che si è svegliato piano piano sorprendendoci.

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Non importa quanto forte vai, devi correre, devi andare è un viaggio, una traversata.

Il mio viaggio però ha incontrato una grossa difficoltà proprio prima dei due Colli finali, quelli più difficili, dove si sa, inizia la crisi. Mi sono un attimo fermata per bere e giusto quel minuto il ginocchio ha ceduto e non sono riuscita più a camminare. Una bella infiammazione. Il ristoro successivo era in Cima al Monte Grande! Ci sono arrivata sforzandomi con la gamba destra. Lì su c’era una grande discesa, aimè impossibile da fare. Ghiaccio e disperazione..non poteva finire lì la mia gara tanto attesa, non volevo come sempre ritrovarmi a rinunciare alle cose o a farmi sopraffare dagli altri o dagli eventi.

Ho ritrovato Riccardo, un signore con cui avevo parlato all’ inizio. Lui e i suoi bastoni da trekking. Mi ha vista che volevo ripartire…ha regolato i bastoni e me li ha prestati…ripartiti, ha fatto parecchia strada con me.

Nel trail incontri tante persone, incontri l’umiltà e la sincerità. Ha fatto un gran bel gesto. Camminavo  spingendomi con i bastoni, in discesa sono stati fondamentali soprattutto sulle rocce, mi spingevo e appoggiavo i piedi. Le braccia servono quanto le gambe e la testa era molto decisa.

Riccardo è poi ripartito per il suo arrivo. Mancavano 2 km. Ho fatto un bel respiro, ho ritato su i bastoni e ho ripreso a correre, vedevo le stelle e piangevo ma correvo e l’emozione di voler arrivare era grande. Emozioni enormi che fanno bene all’anima e ti rendono molto lucido, molto consapevole di te! Lì l’abbraccio finale della mia amica di avventure e Riccardo che ho un sacco ringraziato.

Nonostante l ‘ infortunio comunque, nella classifica femminile non è andata male, mi sono ritrovata a metà..penavo di aver perso molte più posizioni. Le cose non vanno sempre come vorremmo, siamo umani. Posso invidiare chi arriva prima di me o forse no..io mi carico anche della loro energia, ognuno ha la sua storia.

La TCE, una gara storica, la gara dei nostri Colli. Complimenti a tutti coloro che hanno partecipato, e grazie per l’ottima organizzazione. Tanto senso di condivisione e rispetto verso la natura, non c’era un bicchiere o una bottiglia lasciata al caso! E…un ristoro con il minestrone di verdure :D una gioia per la mia pancia!!!!!

Veramente grazie! Questo è quello che amo.

Sorrido.

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