Ormai siamo stati conquistati da questa corsa “primitiva” in mezzo al verde, in mezzo alle rocce e ai sassi, in mezzo alla sabbia o nel pieno del nulla.
E’ bello correre da soli ma l’ energia si moltiplica quando si è in compagnia e in gruppo e ci si sposta insieme come in un branco. 
Ti rendi conto che la corsa ti porta dove vuoi, i piedi ti portano dove vuoi. Non saremo veloci come le auto  ma arriviamo dove loro non possono arrivare e non perdiamo mail il contatto con la terra.
 
Ognuno poi ha il suo ritmo, ognuno regge la sua distanza ma come dico sempre, non corriamo tutti allo stesso modo ma le senzazioni, il senso di fatica e la soddisfazione finale è uguale per tutti. Anche il sonno e la stanchezza ma sono carichi di voglia di ricominciare ancora.

 
Ieri mattina delle persone che stimo molto hanno organizzato un gran bell’ allenamento di gruppo in preparazione ad una delle gare più attese qui sui Colli Euganei. la TCE – Traversata dei Colli Euganei, che si terrà in aprile. I percorsi di allenamento erano due, uno da 42 km e uno da 28 km. L’adesione è stata molta eravamo più di una trentina di persone.
Io ero pronta per i 28, nuova distanza per me, non ho mai superato i 21 ed è stata un’ occasione unica per andare olte. Passo dopo passo…nel mio piccolo ci sono arrivata.
E pensare che un anno e mezzo fa dopo pochi km iniziavo già a lamentarmi, il corpo è in grado di fare molto più di quello che la tua mente crede, a qualsiasi età.
Il trail running è una disciplina molto umile, fatta di persone, di storie, di sfide personali. E’ fatta di persone che ci credono, nonostante gli impegni, nonostante le respondabilità… ma quello che ci riempie ci rende migliori e deve portare solo benefici.
 
Il trail ha tirato fuori quel lato un pò “wild” che ho sempre voluto vivere che colma quel desiderio sempre presente di andare lontano ma allo stesso tempo ti fa percepire pienamente mantenedoti ancorato al presente.
Ieri inoltre il tempo non era dei migliori, freddo, vento, nebbia in alcuni punti, umidità, ma è così, si corre con qualsiasi tempo e bisogna organizzarsi e adattarsi che siano 20 o 100 km e più.
Siamo partiti tutti insieme e poi le varie velocità hanno creato i gruppi; al 10° km c’era la deviazione per i 28. Io e la mia compagna di corse ci siamo avviate in solitaria nel nuovo tragitto, passo dopo passo e ci siamo orientate seguendo il tracciato del sentiero. 
Non ti puoi fermare troppe volte perchè sennò le gambe si impallano, ogni tot. bevi mangi un pò di frutta secca e riparti. Ti devi gestire. Sei in mezzo ai boschi, ai vigneti, in salita sulle rocce e in discesa con le foglie che ti nascondono tutto. Devi arrivare a destinazione non ti puoi fermare lì.
Superati i 20 km è iniziata la parte più difficile, il percorso si è fatto molto più duro e in salita, la stanchezza è aumentata.
La crisi arriva quando inizi a toccare i tuoi limiti, arriva alle gambe e poi arriva alla mente… ci siamo aiutate molto! Abbiamo continuato ad andare e una alla volta ci spronavamo a vicenda… lucidità…
Arrivate nel tratto finale il male ai piedi ci metteva in difficoltà in discesa ma eravamo contente, contentissime, ci esplodeva il petto come in gara…e non sono mancate le risate isteriche…:-)
Quando si corre insieme non ci si molla…

Sembra il racconto di  una gara lunga 300 km : -) ma alla fine in 4 ore possono succere tante cose, siamo umani e finita quest’avventura si torna a casa, si ripongono le scarpe e si torna ai gesti quotidiani…in attesa della prossima…